Il Museo Comunale "I lollasa de is aiaiusu", il cui nome significa “le stanze dei nonni”, è stato realizzato dal Comune di Mandas recuperando e ristrutturando le abitazioni appartenenti un tempo alle famiglie Marongiu e Landis; il suo allestimento è stato possibile grazie alle donazioni dei cittadini mandaresi, i quali hanno contribuito mettendo a disposizione antichi oggetti e strumenti da lavoro.

Il Museo, che ricostruisce una tipica abitazione contadina, propone nove ambienti differenti ed un grande piazzale esterno, dove trovano posto un carro a buoi, aratri in ferro ed altri oggetti che, solitamente, restavano in "sa prazza”: qui, accanto alla chiesetta medioevale di Sant’Antonio, è ancora visibile un tratto dell’antica strada romana che passava per Mandas.

Il primo ambiente della casa è “sa lolla de su forru e de su carru” ossia “la stanza del forno e del carro”: qui, oltre ad un forno a legna recuperato nel corso dei lavori di restauro, si possono ammirare diverse attrezzature utilizzate sui carri a buoi, come “sa xerda” (utilizzata per portare paglia, etc) e "sa caxia pò su ladamini" (la cassa per il letame); interessante anche una macina per le fave.

Il secondo ambiente, “sa lollixedda”, ricostruisce una delle stanze principali della casa, un po’ il “salotto buono” nel quale accogliere gli ospiti: qui si trovano alcune delle prime macchine da cucire giunte a Mandas, il costume tradizionale maschile e quello femminile del paese, oltre ad un tavolo dei primi del '900.

Nella stanza da letto (“s'apposentu de croccai”) si trovano alcuni oggetti davvero curiosi, come uno scaldaletto chiamato “su para e sa mongia” (ossia “il prete e la suora”); troviamo inoltre gli abiti dei nonni, le coperte ricamate, quadri, tappeti, rosari, mobili e due letti, di cui uno con elementi floreali risalente ai primi anni del secolo scorso.

In “sa lolla de ìs ainas” cioè “la stanza degli attrezzi” si trovano gli oggetti tipici del duro lavoro dei contadini e dei pastori, come falci, forconi, selle, finimenti e un aratro in legno, così come in “sa lollixedda” troviamo sia oggetti legati alla vita del pastore ("su saccu", "sa stoia", "s'asta de peddi”, ossia una casacca di pelle ovina caratteristica dei pastori sardi, "sa cavuna"), sia a quella del contadino proprietario del giogo dei buoi (ecco "su giualli" con i classici finimenti e "sa picca", contenitore in pietra per il pasto dei buoi).

La stanza del telaio, “sa lolla de su trellaxiu”, propone un telaio ottocentesco, la tradizionale cassapanca sarda, “su strexiu de fenu”, "ì misuras" ossia le unità di misura per il grano, le fave, i ceci ed il costume femminile detto "de andiana", utilizzato tutti i giorni.

In “su magasinu de su inu” (il magazzino del vino) è riproposta la vecchia cantina, presente nelle case dei contadini che avevano vigna: qui si trovano, tra gli altri oggetti, "is carradasa" (le botti), "is quatteris" (i classici recipienti per travasare il vino), "sa cobedina", "is corrixeddus" per bere e una serie di attrezzati utilizzati sia in vigna, sia in "su magasinu".

In “sa lolla” si svolgeva la vita quotidiana della famiglia: vi troviamo “su stantì" (la credenza contenente oggetti in terracotta di fine ottocento), "sa mesa de fai pani" (il tavolo per fare il pane, con tutta l’attrezzatura necessaria), l’angolo per radersi, l’occorrente per lavorare il formaggio e tanti altri oggetti.

L’ultima stanza è “sa coxinedda” ovvero la cucina piccola, dove troviamo il forno, il caminetto ed una serie di oggetti di uso quotidiano come "su trebini" (il treppiede), "is talleris" (i taglieri) e "is schidonis" (gli spiedi).

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Indirizzo: Via Sant'Antonio

Come arrivare: Percorrendo Via Cagliari, la strada principale di Mandas, svoltare in via Vittorio Emanuele, proseguire diritto in via Roma, giunti in piazza IV Novembre imboccare via Sant'Antonio

Apertura: Su prenotazione

Gestione: Proloco di Mandas

Contatti: 393.0709597