L'abitato di GergeiIl paese di Gergei, posto al limite estremo del Sarcidano tra la Trexenta e la Marmilla, con il nuovo assetto territoriale della Sardegna è passato dalla Provincia di Nuoro a quella di Cagliari; il territorio comunale si estende su una superficie di 3.607 ettari e la popolazione residente, secondo i dati del censimento del 2001, ammonta a 1457 abitanti.

Delimitato a nord dalle falde meridionali della Giara di Serri e del Monte Trempu (703 metri di altitudine), ad est e a sud da fertili colline ricoperte di secolari uliveti e ad ovest dal rio Mannu, il territorio di Gergei occupa una grande vallata che gode di un clima mite il quale, grazie anche alla fertilità dei terreni e alla presenza di numerose sorgenti, favorisce le colture ed in maniera particolare quella dell’ulivo.

Bella e suggestiva dal punto di vista naturalistico appare la zona alle pendici del monte Trempu, dove il fiume Mannu crea una serie di meravigliose cascatelle e piscine naturali nascoste dagli oleandri e immerse nella macchia mediterranea di mirto e lentischio (regione di “Is Corropus”).

Le origini di Gergei sono molto antiche, e numerosi sono sul territorio i resti di insediamenti umani che vanno dal periodo prenuragico, al nuragico, al fenicio punico al romano: la fertilità del terreno e l’abbondanza d’acqua hanno quindi favorito lo stanziamento dell’uomo fin dalle epoche più remote, come confermato dai ritrovamenti archeologici dei nuraghi Santu Perdu e Santa Marta, intorno ai quali dovevano esistere degli estesi villaggi la cui frequentazione arrivò probabilmente fino al primo medioevo, come sembrano confermare i resti delle chiesette di Santa Lucia, San Pietro, Santa Marta e Santa Maria Maddalena.

Un’antica leggenda racconta che gli abitanti di quei centri diedero origine al primo nucleo urbano, edificando le abitazioni intorno all’attuale chiesa parrocchiale e alla chiesetta di Sant’Impera; le prime notizie scritte risalgono comunque al 1358, quando il territorio di Gergei apparteneva a Giovanni Carroz, poi nel 1421 Ludovico De Ponto lo vendette a Nicolò Bottero; nei secoli successivi il paese seguì le sorti del Ducato di Mandas.

Nello stesso periodo, dal punto di vista dell’amministrazione ecclesiastica la parrocchia di Gergei era ricompresa nella Diocesi di Dolia e costituiva, insieme con Escolca e Serri, la Prebenda decanale del Capitolo della Cattedrale di San Pantaleo; alla fine del 1600 molto probabilmente giunsero nel villaggio i Padri Gesuiti e, successivamente, i Padri Trinitari che gestirono un ospizio annesso alla chiesa di Santa Maria.

Gli edifici sacri costituiscono le principali testimonianze architettoniche di Gergei: oltre alla monumentale Chiesa Parrocchiale di San Vito Martire, risalente al 1328 e caratterizzata dal portale tardo-gotico e dal sovrastante rosone, ne esistono altre cinque, tutte con interessanti particolari costruttivi.

Dal punto di vista dell’economia le attività principali sono sempre state quelle agropastorali, ma sono presenti anche alcune interessanti attività artigianali legate alla produzione di dolci tipici sardi, di artigianato in ferro battuto, di cestini e ricami; ricordiamo inoltre l’importante presenza dell’Albergo Dedoni, dal quale deriva un utile contributo allo sviluppo turistico del territorio circostante, caratterizzato da bellezze naturali e ambientali, da fondamentali testimonianze archeologiche e da tradizioni secolari che meritano di essere riscoperte e valorizzate.