Fiume Mulargia in territorio di MandasIl Comune di Mandas, posto nella Trexenta quasi a fare da spartiacque fra la pianura del Campidano di Cagliari e le Barbagie, ha sempre rivestito notevole importanza sia per la sua fertilità sia per la posizione strategica, passaggio obbligato per chi volesse recarsi all’interno dell’isola.

Proprio queste caratteristiche, unite alla presenza di numerose e preziose sorgenti d’acqua pura e cristallina, hanno favorito l’insediamento dell’uomo in queste terre fin dalle epoche più remote: la zona fu intensamente abitata già dall’età nuragica, come testimoniano i resti degli oltre 40 nuraghi che presidiano i punti strategici, tra i quali spicca il complesso di “Su Angiu”, attualmente in fase di recupero e valorizzazione, nel quale fu ritrovata una navicella votiva custodita al Museo Archeologico di Cagliari; notevole anche la tomba dei giganti di “S’Arruina de su Procu”, affascinante sepoltura megalitica dell’Età del Bronzo.

Mandas, sorgendo lungo la via di collegamento tra Cagliari ed Olbia, fu sicuramente un centro florido anche in periodo romano, del quale restano diverse testimonianze, mentre nulla è rimasto del periodo vandalico e bizantino, tranne alcuni toponimi di chiese.

Il borgo fu importantissimo nell’epoca dei giudicati, allorché appartenne a quello di Cagliari nella curatoria di Seurgus, della quale fu anche capoluogo dall’XI secolo; dopo la conquista del giudicato cagliaritano ad opera dei pisani, avvenuta nel 1258, il territorio di Mandas entrò probabilmente a far parte del giudicato di Arborea, per passare poi nei possedimenti del Comune di Pisa. In seguito alla sconfitta di Pisa da parte della Corona d’Aragona, il feudo di Mandas fu concesso prima ai Desvall poi, nel 1350, a Giovanni Carroz: nel 1355, a conferma della grande importanza raggiunta, i rappresentanti del feudo furono ammessi al primo Parlamento Sardo riunito da Pietro IV d'Aragona.

Nel 1460, sotto Nicolò Carroz, il feudo fu trasformato in “allodio” consentendo al feudatario di disporne pienamente dal punto di vista patrimoniale ed economico; il 23 dicembre 1614 il marchese di Terranova don Pedro Maza de Carroz Ladron divenne il primo duca di Mandas, dando vita alla gloriosa storia del Ducato che vi invitiamo a scoprire nelle pagine dedicate a questo periodo storico.

 

 

Panorama di MandasIl territorio di Mandas, che si estende per circa 45 Km², geologicamente formato da rocce scistose, marne arenarie e argillose alternate talvolta a banchi di calcare, poggia sulla sponda nord-orientale del lago Mulargia e raggiunge un altitudine massima di 596 metri sul livello del mare in località “Su pranu de sa ceraxia”.

Orograficamente la zona è ricca di rilievi collinari, con la porzione orientale molto frastagliata, quasi selvaggia, caratterizzata dalla presenza di profonde gole nelle quali scorrono irregolari ruscelli; la flora spontanea è costituita da lecci, sughere, roverelle, il cui profumo si fonde con quello intenso della macchia mediterranea, del mirto, del corbezzolo, del ginepro fenicio.

Il paesaggio occidentale è sempre molto ondulato ma meno accidentato, con fertili terreni che consentono la coltivazione dell’ulivo, della vite e dei cereali; i rari tratti pianeggianti sono localizzati in particolare alle pendici dei rilievi e prendono il nome di “ceas”.

Interessante è il Parco di “Acqua bona”, una piccola oasi verde attrezzata con un punto di ristoro, che si estende a breve distanza dalla stazione ferroviaria delle FdS e del mitico Trenino Verde: Mandas, infatti, è l’importante nodo ferroviario dal quale l’antica ferrovia a scartamento ridotto si biforca verso il Mandrolisai e l'Ogliastra; nella locanda della stazione soggiornò anche il famoso scrittore David Herbert Lawrence nel suo viaggio in Sardegna del 1921, durante il quale scrisse il libro “Sea and Sardinia”.

Per quanto riguarda il clima, quello del territorio di Mandas è definito del tipo “sub-umido”, con temperature medie annue comprese fra gli 11 e i 15 gradi mentre la media dei mesi più freddi (gennaio e febbraio) varia tra 4 e 7 gradi; nei mesi estivi la media si attesta tra i 20 ed i 25 gradi, con le temperature più alte tra metà luglio e metà agosto, mentre settembre è il mese dal clima più mite. La quantità di pioggia registrata annualmente oscilla tra 700 e 1000 mm annui, con precipitazioni irregolari e spesso sotto forma di acquazzone; il vento predominante è il maestrale, in particolare in primavera e in autunno, ma anche il levante soffia abbastanza frequentemente, favorendo le piogge: poiché la zona di Mandas si trova ad una certa altitudine, le brezze soffiano per buona parte dell’anno.

Il centro urbano vero e proprio, il cui nome deriva probabilmente dal latino “mandra” (mandria di bestiame), poi evolutosi in “mandara” o “mandaras” (luoghi boschivi), si trova su un altopiano a 492 metri di altitudine e conta, al censimento del 2003, 2.455 abitanti.

La chiesa di San Giacomo di Mandas in versione notturnaPer scoprire le caratteristiche e le bellezze monumentali, storiche, archeologiche e naturalistiche del paese di Mandas vi invitiamo a navigare le sezioni dedicate del sito; qui vogliamo appena citare l'affascinante Convento di Sant'Antonio, recentemente restaurato; la bella chiesa di San Giacomo Apostolo, che conserva le statue lignee di San Gioacchino e di Sant’Anna ed il Museo Etnografico Comunale "I Lollasa de is Aiaiusu".

Dal punto di vista storico il territorio di Mandas appartenne alla curatoria di Siurgus, mentre attualmente fa parte del Comprensorio n° 21 della Trexenta e della Comunità Montana n° 20 del Mulargia e Flumendosa, insieme al Comune di Siurgus Donigala, in provincia di Cagliari.

Per quanto riguarda l’economia, alle tradizionali attività dell’agricoltura e dell’allevamento (il territorio era anticamente noto come “Granaio di Roma”), si affiancano oggi nuove opportunità, legate in particolare all’enogastronomia, alla bellezza del territorio e alla possibilità di un suo sviluppo dal punto di vista turistico; molto promettente è anche il settore artigianale, con pregevoli opere d’arte in ferro, marmo e nella caratteristica pietra locale, “su corasullu”.