Il territorio del piccolo Comune di Olzai, appartenente alla provincia di Nuoro, si estende su una superficie di 69,85 km quadrati, nella quale risultano residenti (marzo 2004) 1010 abitanti. Il centro abitato, situato in un’affascinante vallata ad un’altitudine di 474 metri sul livello del mare, dista circa 45 chilometri da Nuoro e 154 da Cagliari ed è cinto da rigogliosi boschi di leccio che si sviluppano sui rilievi circostanti (Monte S'Ispiliu, Monte Eliai, Monte San Sebastiano, Monte Nodu Gosolodine, Monte S. Basilio e altri).

Sviluppatosi lungo le rive del Rio Bisine, l’antico centro storico di Olzai si presenta tuttora ben conservato, con i suoi vicoli lastricati racchiusi da piccole casette in pietra granitica; molto interessanti sono anche tre piccole chiese, intitolate a Sant’Agostino, la parrocchiale di San Giovanni Battista (patrono del paese, la cui festa si celebra il 24 giugno) e Santa Barbara.

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente al XV secolo ed originariamente dedicata al Salvatore, assunse la funzione di parrocchiale a partire dal XVII secolo al posto di quella di Santa Barbara. Caratterizzata da una semplice facciata con rosone centrale, presenta il portale d'accesso sormontato da un timpano triangolare, con al centro un'edicola recante una statua di San Giovanni Battista. L’interno, a tre navate suddivise da archi a tutto sesto, conserva l'altare maggiore in marmo del 1896 ed il coro ligneo risalente al XVIII secolo, con nove seggi a braccioli, su due dei quali sono intarsiati lo stemma della Sardegna con i 4 Mori e lo stemma della città di Cagliari.

La chiesa di Santa Barbara, più antica della precedente (risale forse al XIV secolo), conserva al suo interno un importante polittico del XV secolo chiamato "Retablo della Peste", opera del famoso Maestro di Olzai, il quale lo eseguì probabilmente come ex-voto di ringraziamento dopo l'epidemia di peste del 1477; il Maestro è considerato uno dei più importanti artisti sardi del passato.

Un altro elemento di grande interesse è costituito da “Su Mulinu Vezzu”, l’antico mulino ad acqua dell’800 che sorge nella bella località di “Bisine”, appartenente alla famiglia dei Cardia – Mesina ed acquisito dal Comune nel 2002: la sua imponente struttura in granito è forse unica in Sardegna, ed il recente restauro lo ha restituito al suo antico splendore. Vero gioiello dell’architettura pre-industriale, il vecchio mulino racconta l’antica storia di Olzai, quando insieme ad altre sette strutture costituiva il fulcro di un sistema economico legato alla coltivazione del grano e alla produzione della farina, che avveniva grazie alla forza motoria dell’acqua che metteva in rotazione una grande ruota e, tramite essa, la pesante macina in pietra.

Val la pena di visitare anche la casa museo del pittore e incisore Carmelo Floris, importante artista sardo del ‘900, situata nella via Sant'Anastasio: edificata probabilmente prima del 1700 ed oggi completamente restaurata, l’importante esempio di architettura rurale appartenne anticamente a Don Sebastiano Melis (uno degli ultimi “hidalgos”, i nobili di Spagna e di Sardegna), poi venne ereditata dalla madre del famoso pittore.

Sul territorio costituiscono motivo di notevole interesse anche i resti archeologici delle antiche civiltà, come il menhir di “Lochilo”, il dolmen “S'Ena 'e sa Vacca”, i nuraghi “Su Puddu”, “Andria Mula”, “Oritti” e “Portoni”, la tomba di giganti di “Su Puddu” chiamata anche “Su Monumentu” e le affascinanti rovine del castello medievale di Monte Gulana.