SeuloIl Comune di Seulo, con una popolazione di circa 1017 abitanti (censimento 2001), si estende su una superficie di 59 kmq ai margini del Gennargentu, ad un’altitudine di circa 800 metri sul livello del mare: la regione storica della Barbagia di Seulo prende il nome proprio da questo paese, che nel corso dei secoli ne ha costituito il fulcro vitale.

Per la sua particolare posizione Seulo non è facilmente accessibile, ma proprio questo relativo isolamento ha consentito alle antiche tradizioni ed alla cultura popolare di conservarsi nel tempo e di giungere ai giorni nostri ancora immutate.

Il paese, da sempre dedito all’agricoltura ed all’allevamento, negli ultimi anni ha trovato nello sviluppo del turismo una nuova fonte di reddito, con due alberghi e diversi agriturismo che consentono al turista di immergersi nella natura e di assaporare cibi genuini, cucinati ancora con metodi tradizionali.

Ciò che colpisce il visitatore è soprattutto l’abbondanza di rigogliosi boschi di lecci e di castagni, come nella foresta di Archennui dove ancora si possono incontrare mufloni, aquile e lepri selvatiche che trovano qui il loro habitat naturale.

Molto belle e suggestive sono le gole e le grandi piscine naturali create nel corso dei millenni dallo scorrere del fiume Flumendosa, le cui acque danno vita ad un ambiente naturale unico; la ricchezza d’acqua si manifesta anche nell’abbondanza di sorgenti, alcune situate proprio lungo la strada principale, come Funtana 'e gusinu, Gilianu Tolu, Trecas e Nardoa.

Numerose sono le grotte e gli anfratti naturali, come quelle di “Domus de Janas”, "Su Stampu Erdi", "Sa Rutta de is Bituleris", "Sa Grutta ‘e su Longufresu", spesso considerate dalla popolazione locale come luoghi magici, popolati da janas (streghe o fate), orchi e altre figure mitologiche.

Dal punto di vista antropologico la presenza umana nel territorio seulese risale già al neolitico, numerosi sono infatti i frammenti di ossidiana e di ceramica ritrovati nei pressi di alcune “domus de janas”; in seguito la zona fu abitata dai popoli nuragici, come dimostrano i diversi nuraghi sparsi sul territorio, mentre la presenza romana è testimoniata dal ritrovamento di alcune monete di tale epoca.