Piccolo centro di circa 1300 abitanti, Villanovatulo dispone di un territorio di 40,31 kmq e si trova a 571 metri di altitudine su un rilievo che domina l’ampia vallata del Flumendosa, quasi in corrispondenza del punto in cui inizia il grande lago artificiale creato dallo sbarramento di uno dei principali fiumi della Sardegna.

Nel centro abitato, caratterizzato da incantevoli vedute panoramiche, è possibile ammirare gli splendidi “murales” opera di Pinuccio Sciola ed una statua in bronzo realizzata da Piergiorgio Gometz: opere ispirate allo scrittore e poeta Benvenuto Lobina, nato a Villanovatulo nel 1917, il quale riportò nei suoi scritti (fra tutti, il romanzo “Po Cantu Biddanoa”) l’atmosfera, i personaggi, i luoghi della vita del paese ai primi del ‘900.

Costituito un tempo da due borghi separati, Villanova e Tulo, il paese conserva ancora nel centro storico un arco di epoca romana e diversi esempi di architettura rurale, tra i quali spicca la chiesa parrocchiale di San Giuliano, riedificata nel XVII secolo conservando alcune delle strutture gotico-aragonesi di un edificio sacro molto più antico.

Secondo le ipotesi di alcuni studiosi, data la presenza dei romani sul territorio il nome “Tulo” potrebbe derivare da un funzionario di nome Tullio, il quale avrebbe fondato il nucleo originario del piccolo villaggio; nella zona la presenza dell’uomo risale comunque ad epoche molto più antiche, come testimoniano le numerose domus de janas (“case delle fate”), tombe risalenti al Neolitico, in alcune delle quali sono state rinvenute punte di lancia lavorate.

Molto interessanti, dal punto di vista archeologico, sono anche la grotta di Formosa o “Fromosa”, nella quale sono state scoperte diverse tombe dell’età del bronzo riconducibili alla cultura di Bonnannaro (1800 a.C.), ed il Nuraghe “Adoni”, posto in posizione strategica a dominio del territorio circostante e costituito da una torre centrale accerchiata da quattro torri minori; sul lato nord è presente anche un tratto dell’antemurale mentre a sud sono visibili i resti di un villaggio nuragico.

Veduta del Lago FlumendosaLe prime notizie scritte riguardanti Villanovatulo risalgono al 1400 circa, quando il paese entrò a far parte dei possedimenti della famiglia spagnola dei Carroz e, successivamente, del Ducato di Mandas seguendone le vicende storiche; in tempi più recenti il paese era ricompreso nella Provincia di Nuoro ma, con il nuovo ordinamento territoriale della Sardegna e la nascita delle quattro nuove province, è entrato a far parte di quella di Cagliari.

Raggiungibile anche attraverso la linea del Trenino Verde, il territorio comunale presenta motivi di interesse dal punto di vista naturalistico sia per la presenza del Lago Medio del Flumendosa, sul quale sono riposte le speranze per lo sviluppo turistico della zona, sia per la rigogliosa foresta di Pantaleo, suggestiva e ricca di piante secolari, macchia mediterranea, laghetti naturali e corsi d’acqua nei quali è anche possibile praticare la pesca.

Per quanto riguarda l’economia, essa è basata prevalentemente sull’allevamento ovino e caprino (con una buona produzione di formaggi) e sull’agricoltura, con la coltivazione di cereali, ortaggi e frutta.